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La Maremma in bicicletta, ospiti della Fattoria Maremmana

“La bicicletta insegna cos’è la fatica, cosa significa salire e scendere – non solo dalle montagne, ma anche nelle fortune e nei dispiaceri – insegna a vivere. Il ciclismo è un lungo viaggio alla ricerca di se stessi.”
(Ivan Basso)

Noi in bici da Marina di Grosseto a Vetulonia

Non c’è solo il mare in Maremma. Basta dare le spalle alle onde per qualche chilometro e la imagesMaremma non sa più di salsedine ma inizia a profumare di ginepro e i colori dell’azzurro si trasformano in verde dalle mille sfumature. I sentieri si fanno sempre più ripidi e il sudore si mischia al sale dell’ultima bagno in mare. Da Marina di Grosseto a Vetulonia, che con la sua necropoli etrusca e’ un gioiellino che ti lascia senza parole, sono una quarantina di chilometri ad andare e una quarantina a tornare. Una gran bella pedalata e una gran bella fatica considerando l’ora molto afosa del primo pomeriggio, le ruote della Mountain bike che con l’asfalto non sono proprio in sintonia e un vento che soffia dal mare e che ti schiaffeggia il viso dall’inizio alla fine. Però MERITA!. Uno spettacolo di quelli che ti aspetti, perché l’entroterra della Toscana è esattamente quello che la tua mente ha immaginato, quello delle cartoline che ti spediscono a casa gli amici, quello delle foto che sembrano fotomontaggi. Invece è tutto dannatamente reale. Un continuo e dolce su e giù , poderi disseminati ovunque, querce, campi coltivati, pecore e cavalli al pascolo. Questa è terra di butteri, un tempo grande palude dove la gente scappava per non ammalarsi di malaria ed ora uno dei posti più belli dell’Italia, dove la gente fa la fila per un posto in spiaggia nelle calette più belle della Maremma. Ma per andare a Vetulonia si deve ahimé salire. Piano piano dopo Castiglione della Pescaia che si raggiunge attraverso una bella pista ciclabile adiacente la pineta. E poi seguendo la strada del vino. Il finale sono cinque chilometri di salita vera che non spiana mai, senza respiro. Il borgo è lassù in cima ma sembra non arrivare mai, quasi irraggiungibile. Curva dopo curva finalmente l’arrivo. La necropoli e’ una chicca di storia, sito archeologico vasto e ben conservato dalle tombe ai reperti. Il tempo di una visita per rilassare la mente e dare respiro al fisico. Poi si gira la bici e si torna indietro verso l’infinito del mare.  T978947A

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